Il lifting al seno (mastopessi) e tutta la chirurgia che ha a che fare con il décolleté è in cima alla wishlist anche delle donne italiane. Secondo i dati raccolti dall’International Society for Aesthetic and Plastic Surgery (ISAPS), in Italia, il 34% degli interventi di chirurgia estetica riguarda la chirurgia della mammella nelle sue diverse varianti (aumento, lifting e diminuzione). La mastoplastica additiva è comunque in assoluto l’intervento al seno richiesto con maggior frequenza (18%).
Tecnologia e sicurezza
La tecnologia e la sicurezza si sono molto evolute negli ultimi anni nel campo protesico e le protesi mammarie attuali sono realizzate con materiali sempre più biocompatibili, rotonde o anatomiche, per garantire risultati sempre più naturali. In particolare, tra le protesi anatomiche spiccano le Silimed Natural, in cui il polo superiore della protesi è estremamene sottile per un risultato estremamente naturale ed armonico.
La tecnica maggiormente utilizzata in ambito mastoplastica additiva è detta “ibrida” o “mista” che prevede l’introduzione delle protesi in combinata con il lipofilling cioè il trapianto del proprio grasso, adeguatamente purificato e trattato. Il grasso è prelevato dove presente, di solito dall’addome, ed è utilizzato per “sfumare” i contorni e ottenere un effetto più armonioso ed autentico se necessario. Naturalmente è valutato caso per caso, le metodiche sono sempre più personalizzate ed è il medico, insieme alla paziente, a decidere il percorso da seguire.
Il posizionamento delle protesi può essere diverso in base alla tecnica utilizzata (retro-ghiandolare, retro-muscolare, dual-plane, cioè a metà tra la ghiandola e il muscolo) a seconda della situazione anatomica di partenza e associando, se è necessario correggere anche un eventuale cedimento della mammella, un intervento di mastopessi, cioè il lifting del seno.
Le protesi mammarie
Le protesi mammarie, tutte, nessuna esclusa, hanno una durata di circa 10/15 anni, periodo dopo il quale si suggerisce di cambiarle per evitare che si rompano e sostituirle quando si è verificata una fuoriuscita del silicone. Anche le modifiche fisiologiche dell’organismo, dopo tutti questi anni, richiedono, solitamente, una revisione dell’impianto. È comunque evidente che se una donna esegue una mastoplastica a venticinque anni va a incontro a maggiori trasformazioni fisiche di una donna di quarantacinque che non ha più in programma gravidanze o allattamenti.
Dopo poco tempo, poi, il Ministero della Salute ha instituito un registro obbligatorio in cui deve essere riportato il nome della tutte paziente ed i relativi codici delle protesi utilizzate. Anche le tecniche di lipofilling sono migliorate. Oggi il lipofilling è eseguito in totale sicurezza, con un aumento della percentuale delle cellule adipose in grado di attecchire nella nuova sede di impianto.
Fake news
Attenzione, invece, alle “fake news”, alle chirurgie “low cost” e agli interventi combinati “tutto in uno”. L’idea che fare più interventi (ad es. liposuzione e mastoplastica) in una sola volta e con una sola anestesia faccia risparmiare tempo e denaro è sbagliata poiché diversi studi scientifici confermano che dopo cinque ore in anestesia generale aumentano esponenzialmente il rischio tromboembolico e quello di infezioni.